mercoledì 20 maggio 2009
il video degli OUTSIDERS
prima di tutto pensiamo ai giovani... pensiamo a mostrargli un futuro diverso... quello dove loro sono i protagonisti e non passivi spettatori!
con invito a partecipare!
mercoledì 13 maggio 2009
Vento di Mar, Traze-M um cretcheu!
Grandissima presentazione ieri sera al Cafè Cretcheu del volume 1 di CAPO VERDE TERRA D'AMORE nuovo CD delle più belle arie di Cesaria Evora cantate in italiano da straordinari interpreti della canzone italiana: da Gianni Morandi a Bungaro, da Lucilla Galeazzi a Gigi d'Alessio, da Ornella Vanonni a Eugenio Bennato scivolando fino ad Antonella Ruggiero e altri ancora.Martedì 12 maggio 2009. Roma Cafè Cretcheu di via Ancona 13. L' Evento organizzato da Tabanka onlus e Caboverdemania ha preso vita alle 19.00 alla presenza di autorità italiane e capoverdiane, di giornalisti e di molti appassionati della musica capoverdiana.
Capo Verde Terra d'Amore, è stato così lanciato dal suo progettista Alberto Zeppieri da anni con i piedi e la testa dentro l'arcipelago delle Esperidi.
Serata condotta da Maria de Lourdes che ha sottolineato l'importanza internazionale del progetto. A Lei ha fatto seguito lo Stesso Zeppieri che ha puntato l'argomento sulla qualità della musica capoverdiana e degli interpreti italiani, tenendo a sottolineare che tutto il ricavato dalla vendita dei CD andrà al Pam (Programma Alimentare Mondiale).

Ottimo intervento dell'Ambasciatore Josè Eduardo Barbosa, sempre attivo in prima linea nella promozione di ciò che rappresenta il meglio per Capo Verde, in un discorso di unione di due culture per molti aspetti simili, anche nell'amore verso la regina dai piedi scalzi: Cesaria Evora.
L'incontro è stato arricchito dalle presenza dell'assossore Casciani e dai diversi artisti interpreti delle nuove mornas italo-capoverdiane.
A seguire i molti presenti hanno potuto prendere parte ad un aperitivo capoverdiano preparato dalle socie di Capoverdemania.
In attesa dell'uscita del volume 2 l'invito è quello di lasciarsi trasportare da questo vento che soffia dal mare con voce italiana... il CD vedrà la sua uscita venerdì 15 maggio.
Il Razzismo in ITALIA esiste: ecco come se ne parla in OUTSIDERS
“Alla fine e soltanto alla fine capirono di essere stati tagliati fuori”
OUTSIDERS
6-7-8-9 Giugno 2009
Teatro dell'Angelo
(via Simone de Saint Bon n.19, Roma Metro Ottaviano)
ore 21.00
Uno spettacolo teatrale che parla di integrazione, seconde generazioni, razzismo, società, immigrazione. Uno sguardo su una società che sta cambiando più in fretta di quanto possa sembrare, un grido di denuncia proiettato verso un futuro che si preavvisa sempre più pieno di odio e spaccature. Un'analisi a 360° su questa società italiana sempre più multietnica, ma mai così chiusa. Fresco, intenso, arrabbiato, giovane: tutto questo è OUTSIDERS. Una rappresentazione che andrà in scena dal 6 al 9 giugno 2009 al Teatro dell’Angelo
(Via Simone di Saint Bon n. 19 - Roma) alle ore 21.00 e può contare
sulla partecipazione straordinaria di Antonello Avallone.
Lo spettacolo è scritto, diretto e interpretato da under 30, giovani capoverdiani ed eritrei di “seconda generazione” e giovani italiani che condividono con loro le difficoltà del vivere in questa società e la passione per il teatro.
Alla difficoltà del vivere l’età adolescenziale, dove tutto è fonte di grande emozione e caos sentimentale, spesso si aggiunge una profonda difficoltà di integrazione culturale. Questa è la nuova realtà italiana, dove la mutlietnicità nasconde ancora scenari di forte lontananza culturale.
OUTSIDERS è un progetto dell’Associazione culturale Tabanka onlus, patrocinato dall’Ambasciata Capoverdiana in Italia, finanziato dall’Unione Europea programma Gioventù in azione e dal Comune di Roma.
OUTSIDERS
Scritto da Jessica Costa Moreno e Francesco Talarico
regia Walter do Rosario
interpreti: Alice Giacopini; Linda Evora; Oriana Sena; Corrado Ruffini; Biniam Johannes; Jennifer Monteiro; Benny Hopffer Almada; Cateline Hopffer Almada;
con la partecipazione straordinaria di Antonello Avallone.
Biglietto intero 16€
Biglietto ridotto (under 26) 13€
INFO E PRENOTAZIONI PER LO SPETTACOLO
06.37513571 – 06.37514258
La descrizione dell'evento è presente anche su Facebook alla voce "outsiders"
UFFICIO STAMPA Tabanka onlus
Francesca Vitalini 3393390878
martedì 5 maggio 2009
5xmille a Tabanka onlus
Il 5xMille di quest'anno puoi donarlo a Tabanka onlus per sostenere i nostri progetti di cooperazione e di promozione culturale in un discorso che vuole coinvolgere i giovani affinchè partecipino attivamente alle vicende di questo paese: l'Italia, con la possibilità concreta di fare la stessa cosa per Capo Verde!
venerdì 1 maggio 2009
Capo Verde Terra d'Amore
presentano la conferenza stampa su
Capo Verde Terra d'amore
martedi 12 maggio alle ore 19.00
in via Ancona 13, Roma
Progetto musicale, culturale ed umanitario.
"Nella primavera del 2006 ero in vacanza a Capo Verde e - come sempre faccio - ho ‘saccheggiato’ negozi e bancarelle per procurarmi musica del posto, difficilmente rintracciabile in Europa. C'era un brano del 2000, che non avevo mai sentito prima. Non so perché ma l'ho immaginato cantato da Ornella Vanoni in italiano. Così ne ho fatto un libero adattamento e poi ho cercato Ornella per proporglielo. Due giorni dopo averle spedito una e-mail, squilla il cellulare alle 8:30 di mattina: 'Sono Ornella Vanoni, sono molto interessata alla canzone...'
Il brano era 'Buona Vita' ('Roda Vida' nel testo originale in creolo) di Teofilo Chantre. Da lì è nato tutto!" (Alberto Zeppieri)
Capo Verde, terra d’amore
LE CANZONI E GLI INTERPRETI DEL VOLUME 1
Produzione Numar Un in collaborazione con Lusafrica – stampa e distribuzione Sony Music Italy
Titolo adattamento italiano (tra parentesi: Titolo Originale) - Interprete
1) CREPUSCOLARE SOLITUDINE (Crepuscular Solidão) - Cesaria Evora e Gianni Morandi
2) BUONA VITA (Roda Vida) - Ornella Vanoni e Teofilo Chantre
3) LA MIA PICCOLA CITTÀ (Petit Pays) - Bungaro
4) IL CIBO DELLA FESTA (Modje Trofel) - Giua
5) INCANTO (Encanto Di Cretcheu) - Eugenio Bennato e Teofilo Chantre
6) ASSENZA (Auséncia) - Patrizia Laquidara
7) CANTA, MIA AMATA CAPO VERDE (Canta Cabo Verde) - Teofilo Chantre
8) SEGRETI AL CHIAR DI LUNA (Segredo Na Luar) – Lucilla Galeazzi e Peppe Voltarelli
9) LINDA PEREZ MIMOSA (Eres Mimosa) - Antonella Ruggiero
10) SULL’AVENIDA MARGINAL (Avenida Marginal) - Mario Lavezzi e Antonino
11) QUESTO AMORE (Saia Travada) - Grazia Di Michele
NATO IN ITALIA
NATO IN ITALIA,
FIGLIO DI IMMIGRATI:
CITTADINO ITALIANO? QUANDO E COME?
Se ne parlerà così a Roma, il prossimo 7 maggio alle ore 16,30 - SALA BERNINI, RESIDENZA DI RIPETTA, Via di Ripetta 231 - nella Tavola Rotonda organizzata dall’Osservatorio UGL sui fenomeni sociali e in collaborazione con la nostra associazione.
Per ottenere la Cittadinanza italiana devono infatti sottoporsi – al compimento del 18° anno di età – ad un iter burocratico lungo e complesso, che non sempre termina con esiti positivi per il richiedente, con conseguenti e inevitabili gravi problemi di inserimento sociale e di identità.
Sono tanti, sono infatti circa 530.000 i nostri concittadini che vivono tale disagio, e tale fenomeno è destinato a crescere in modo esponenziale nei prossimi anni; nel 1992 infatti sono stati solo seimila i ragazzi nati in Italia da genitori derivanti da altri paesi, mentre sono stati ben cinquantunomila quelli nati nel 2005. E’ una questione di civiltà; come nel resto di gran parte d’Europa, è ormai il caso di adottare anche in Italia il concetto giuridico dello “ius soli”, in sostituzione di quello superato dello “ius sanguinis”.
Programma completo su: associazione puntoeacapo
sabato 11 aprile 2009
Terremoto i abruzzo: i capoverdiani ci sono!
"di Jorge Canifa Alves"
mercoledì 25 marzo 2009
Corsa con i rifugiati somali



La festa di sport si è tramutata in tragedia. Un atleta di 46 anni, M. F., dell'Atletica Manara di Parma, un'ora e mezza dopo aver terminato la maratona di Roma, è stato trovato privo di vita in via della Polveriera (Colle Oppio) mentre si accingeva a tornare in hotel. Purtroppo le manovre rianimatorie non sono servite a nulla. Nelle strade della Capitale è stata una festa: 120.000 le persone che hanno partecipato alla maratona sin dall'alba. Per lo più famiglie e turisti ma anche molti anziani e ragazzi hanno partecipato all'evento che, come ogni anno, si conferma come un appuntamento caro alla città. Tanto divertimento, solidarietà e voglia di mettersi alla prova; questi gli ingredienti che hanno caratterizzato questa edizione, la quindicesima.
A tagliare il traguardo per primo è stato il 30enne keniano Benjamin Kiptoo Kolum, con il tempo di 2h07'17'', diventato il nuovo record nazionale maschile. Al secondo e terzo posto della gara capitolina altri due atleti keniani, Paul Kiprop Kirui e Joseph Ngeny. Il britannico Richard Whitehead invece ha battuto il record mondiale per la categoria amputati maschile. Record che fino ad oggi non era sceso sotto le 3 ore e 14 minuti. Con 2 ore, 56 minuti e 45 secondi l'atleta si è dunque portato a casa il record mondiale.
Rassegna Stampa di Francesca Vitalini
www.leggo.it
foto di Giusy Muzzopappa

lunedì 23 marzo 2009
Quando un romanzo non appartiene ad un solo popolo
da www.nigrizia.it
Ho assistito al matrimonio di un popolo con la sua letteratura. E ho scoperto un gran romanzo capoverdiano, immerso nella morabeza.
La domenica, da un po’ di tempo a questa parte, invece di oziare come un fantasma dentro casa, rigorosamente in ciabatte e sguardo afflitto (o, come alternativa, andare a qualche pranzone di quelli noiosi e pedanti), vado alle presentazioni di libri. In qualche modo, non mi allontano molto dal mio mondo: scrivo libri, leggo libri, recensisco libri, cerco libri, vado matta per i libri e temo (ormai ne ho la certezza) di essere una libri-dipendente.
Quindi, la domenica, invece di andare in crisi di astinenza, cerco la mia passione con una foga maggiore rispetto a quella che mi prende nei giorni feriali.
In una di queste scorribande domenicali, m’è capitato di conoscere Chiquinho. È un bambino-ragazzo. È furbo, ingenuo, riccio, nero. Ha tante storie nella testa e tanti sogni nel cuore. In lui ci sono anche confusione, rabbia e smarrimento. Ha occhi grandi e membra agili. Allo stesso tempo, però, mi sembra stanco e, anche se giovanissimo, un po’ vecchio. Cammina come uno zoppo, ma poi riesce a correre più veloce del vento.
Ci mostra mondi il piccolo Chiquinho, e in questi mondi ci sono fantasmi, sirene, eroi, cavalieri, primi amori, ultimi amori, la nascita di una coscienza e di una lotta. Ci mostra anche la fame e le contraddizioni, la vita e la morte. Il tutto, immerso in quella "quieta agitazione" che i capoverdiani chiamano morabeza. Sento la morna (un ritmo capoverdiano) accompagnare questo piccolo grande uomo, la morna che ci dà pace e sentimento.
Quello che mi colpisce di più è il modo di ridere di Chiquinho. Attraverso il suo riso, egli insegna. E, alla fine, ti fa piangere e ridere insieme. Se lo incontri, ti cambia la vita.
Naturalmente Chiquinho è un romanzo (Edizioni Lavoro, 2008). È il romanzo di una generazione, di un popolo, di un progetto, di un tragitto. Mi chiedo se l’autore, Baltasar Lopes, fosse pienamente consapevole di quello che stava creando. Anche i più fini scrittori non s’immaginano il futuro della propria opera.
Ma forse Baltasar l’aveva quantomeno intuita. Infatti, Chiquinho non è solo un personaggio, ma anche uno stile di vita, una storia che può essere quella di tutti.
Ero andata all’ambasciata brasiliana, dove si presentava questa opera della letteratura capoverdiana, senza aspettarmi nulla. Non conoscevo né l’autore né l’opera. Ero senza aspettative: solo curiosa. C’era la Capo Verde romana al gran completo a festeggiare l’uscita della traduzione italiana del libro. L’orgoglio di un’intera nazione, racchiuso negli occhi di donne e bambini.
Ho tanti amici capoverdiani e li ho visti schierati al gran completo. C’erano Maria De Lourdes Jesus, Dulce Araujo, Jorge Canifa Alves.
E poi c’erano tanti amici di Capo Verde: da Anna Fresu a Francesca Vitalini, passando dallo speaker filosofo di radio Vaticana, Filomeno Lopes, e il traduttore italiano, Vincenzo Branca, visibilmente emozionato. Tutti a festeggiare un libro.
L’atmosfera mi ha ricordato le feste aroos somale, quando la sposa è portata nella casa dello sposo. Il matrimonio che si festeggiava era quella di un popolo con la sua letteratura.
È stato bellissimo partecipare a un pomeriggio così letterario. Non mi capitava da tempo. Grazie, amici capoverdiani. Grazie di cuore.
venerdì 20 marzo 2009
Maratona di Roma
MARATONA ROMA, IN MARCIA PER «FUN RUN» ANCHE 10 RIFUGIATI SOMALI (OMNIROMA) Roma, 20 mar zo
- Haffan, Abubakr, il «Dieci», Mohammed sono alcuni dei nomi dei 10 rifugiati provenienti dal Corno d'Africa che domenica 22 marzo parteciperanno insieme all'associazione capoverdiana Tabanka onlus alla Roma Fun Run, la storica gara non competitiva organizzata nella Maratona di Roma. I dieci, comunica l'organizzazione, correranno per le strade della capitale sia in difesa dei diritti di chi, come loro, - circa 38mila in Italia, secondo l'Unhcr, l'Agenzia dei Rifugiati delle Nazioni Unite - è costretto ad abbandonare il proprio paese nel timore di subire persecuzioni per motivi legati alla etnia, alla religione, alle opinioni politiche, sia per testimoniare con la loro presenza i tanti colori e le tante realtà che vivono a Roma. L'iniziativa panafricana nasce da un'idea dell'associazione Tabanka onlus, che ha provveduto a rendere possibile la partecipazione dei dieci, in collaborazione con la scrittrice Igiaba Scego, il Centro Asinitas, l'associazione Nielety, il Café Cretcheu e l'emittente capoverdiana Radio B.Leza. red 201226 mar 09.
nella foto: preparativi con Giusy Muzzopappa, Francesca Vitalini e Lucio
Ufficio Stampa di Tabanka onlus, Francesca Vitalini 3393390878
Rassegna stampa
www.corrieredellosport.it;
www.ilvelino.it;
www.runners.it;
www.podistidoc.it;
www.podisti.net
lunedì 9 marzo 2009
OUTSIDERS
GIUGNO
biglietti già acquistabili presso
Teatro dell'ANGELO
via Simone de Saint Bon 19
(metro Ottaviano)
ROMA
Spettacolo teatrale scritto, diretto e interpretato da giovani under 30, giovani capoverdiani di “seconda generazione”, i figli di immigrati nati in Italia o che sono giunti nel nostro paese in età prescolare, con loro anche alcuni giovani italiani che condividono con loro le difficoltà di questa società e la passione per il teatro. Alla difficoltà del vivere l’età adolescenziale, dove tutto è fonte di grande emozione e caos sentimentale, spesso si aggiunge una profonda difficoltà di integrazione culturale ed aspettative familiari che troppo spesso rappresentano il frutto di un stato di emarginazione ed un forte senso di rivalsa nei confronti della popolazione ospite. Questa è la nuova realtà italiana, dove il nuovo multiculturalismo nasconde ancora scenari di forte lontananza culturale.
OUTSIDERS opera del gruppo teatrale RAIZ-LONGE
Scritto da Jessica Costa Moreno e Francesco Talarico
regia Walter do Rosario
interpreti: Linda Evora; Oriana Sena; Corrado Ruffini; Dario di Teodoro; Jennifer Monteiro; Benny Hopffer Almada; Cateline Hopffer Almada.
Uno spettacolo che parla di integrazione, seconde generazioni, razzismo, società, immigrazione. Uno sguardo su una società che sta cambiando più in fretta di quanto possa sembrare, un grido di denuncia proiettato verso un futuro che si preavvisa sempre più pieno di odio e spaccature. Un'analisi a 360° su questa società italiana sempre più multietnica, ma mai così chiusa. Fresco, intenso, arrabbiato, giovane, con un cast d'eccezione: tutto questo è OUTSIDERS.
A show that talks about integration, second generation, racism, society, immigration. A look at a company that is changing faster than it seems, a cry of complaint projected towards a future that you notice more and more full of hatred and division. An analysis at 360 ° on the Italian society increasingly multiethnic, but never so close. Fresh, intense, angry, young, with an exceptional cast: this is all OUTSIDERS.
Un spectacle qui parle de intégration, la deuxième génération, de racisme, de la société, de immigration. Un regard sur une société qui évolue plus vite que ce quil semble, un cri de plainte projetée vers un avenir que vous remarquez de plus en plus rempli de haine et de division. Une analyse à 360 ° sur la société italienne de plus en plus multiethnique, mais jamais si proche. Frais, intense, en colère, les jeunes, avec un casting exceptionnel: tout cela est OUTSIDERS.
Um espetáculo que fala de integração de segunda geração, o racismo, a sociedade, a imigração. Um olhar sobre uma empresa que está a mudar mais rapidamente do que ao que parece, um grito de denúncia projetadas para um futuro que você observar mais e mais cheio de ódio e divisão. Uma análise a 360 ° sobre a sociedade italiana cada vez mais multiétnicas, mas nunca tão perto. Fresco, intenso, irritado, jovem, com um excepcional elenco: trata-se de OUTSIDERS.
Un espectáculo que habla de la integración, la segunda generación, el racismo, la sociedad, la inmigración. Una mirada a una empresa que está cambiando más rápido de lo que parece, un grito de denuncia proyectado hacia un futuro que usted observa cada vez más llena de odio y división. Un análisis a 360 ° sobre la cada vez más multiétnica de la sociedad italiana, pero nunca tan cerca. Fresco, intenso, enojado, joven, con un reparto excepcional: se trata de OUTSIDERS.
OUTSIDERS è un progetto di Tabanka onlus finanziato dall'Unione Europea Gioventù in Azione, e vede il patrocinio dell'Ambasciata del Capo Verde in Roma.
sabato 14 febbraio 2009
Maratona di Roma
costo di Euro 5
francesca.vitalini@gmail.com
giusy.muzzopappa@gmail.com
o chiamate il numero cell. 3393390878
link Maratona di Roma
venerdì 13 febbraio 2009
The Capverdian migration in Italy
Francisco João – Angola
Jairson Gomes – Cape Verde
Carlos Fernandes – Mozambique
Cecile Warore – Senegal
January, 2009
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ROMA “LA SAPIENZA”
FACOLTA’ DI SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE – DIPARTIMENTO DI SOCIOLOGIA E COMUNICAZIONE
LIVELIHOODS STRATEGIES AND MIGRATION: DYNAMICS OF INTEGRATION OF THE YOUNG CAPEVERDIAN IMMIGRANTS INTO THE LABOUR MARKET IN ROME CITY (1998 – 2008).
Historical Outline of the Capeverdian migration to Italy
Since the 1960, Europe has become the main destination of Cape Verdian migrants. The massive economic growth in post-war Europe and the concomitant need for labor attracted many Cape Verdians. The Capeverdian immigration to Italy has a particular set of characteristic that differentiates from other cape verdian migratory fluxes: it is predominately a feminine migration . According to Pojmann (2007), Cape Verdian immigration in Italy has its inception on the 60’s when the Capucino missionary Priest Gesualdo to returned to Italy after spending some years in Cape Verde, took to Rome some catholic girls choral group from the Parish of São Nicolau's Island . Besides the activities of the Parish of Rome, they started to fill domestic roles in the homes of healthy Italians and in those where more middle class women were beginning to enter the workforce. (Pujmann, 2007:31)
The second phase of migration to Italy begins in the 70’s. In this period the immigration did not depend on the Catholic Church, but was progressively made through t these first immigrants, who invited their sisters, cousins and friends (Monteiro, 1997, apud Gois, 2006:300). According to Gois, “A cadeia migratória começa, a partir desse momento, a estruturar-se num sistema de rede social de entre-ajuda, quase exclusivamente entre mulheres, sistema esse que permanece ainda hoje e permitiu o alimentar de uma corrente migratória ao longo de 4 décadas”. (Gois, 2006: 300).
According to Mrs. Maria of Lourdes Jesus,
“Secondo i dati ufficiali la nostra comunità attualmente è formata da circa 7000 individui, di cui l'83% è costituito da donne. Siamo presenti in tutte le Regioni italiane, con una predominanza nelle seguenti città: Roma, Napoli, Palermo, Milano, Firenze, Genova, Bari, Bologna, Ancona, Salerno e Torino. Negli anni '80 eravamo molti di più. Si parlava di 8/10 mila capoverdiani. Oggi siamo in meno: solo 6.300 persone. ”
However, Pedro Gois asserts that these statistical data are not precise, because does not count the illegal immigrants, and because there is a great number of Cap-Verdians who already have the Italian nationality, Portuguese nationality or even a third one. (Gois, 2006: 307).
On the other hand, in an interview we made with the Ambassador of Cape Verde in Italy, he said that, although does not exist official’s statistical data, the city of Rome has a number oscillating the 8.000 immigrants. In second place, Naples with 2.000, in third Cecília with 1.000, Milan almost welcomes 1.000 and finally Torino oscillating the 3 hundreds. In other hand, Gois affirms that one of his key informants in Cape Vert refers to a community of more that 20.000 in Italy (Gois, 2006: 307). One thing is real, the number of immigrants women, exceeds greatly the number of men, in the Italian context. According to Caritas (1997), the data shows that 85% of the Cape Verdian immigrants are female.
As we can see, there is a lack of detailed data and actualized among the several Cape Verdians institutions working in Rome; and that can pose a lot of implication for the control and decision-making programs on the immigrants. For instances, these institutions hardly will know the death of somebody, the nationality change, or even the dislocation to another country. As Pedro Gois pointed out, “apesar de antiga, pela invisibilidade social de muitas profissões desempenhadas, esta é uma imigração (quase) imperceptível a nível estatístico, isto é, os cabo-verdianos não surgem normalmente nem nas estatísticas provinciais em Itália e são praticamente ignorados no exterior de Itália ou de Cabo Verde” (Gois, 2006:294). We think that this lack of official and precise statistical data poses a lot of difficulties to manage good policies towards the improvement of the livelihoods of the migrants.
venerdì 23 gennaio 2009
Due Grandi Leader a Confronto
19-01-09
da www.asemana.publ.cv
"Amílcar Cabral lembrado no aniversário da morte" é o titulo do artigo que o jornalista português David Borges, ontem dado à estampa no Diário de Notícias e que aqui republicamos com a devida vénia. Borges fala do "duplo simbolismo" do facto de o dia da posse de Barack Obama calhar no dia do 36o aniversário da morte do fundador do PAIGC. "Um duplo simbolismo parece emergir nesta data cabo-verdiana, primeiro a da celebração de figuras que, cada uma em seu tempo, foram capazes de mobilizar esperanças e projectar sinais de um mundo melhor, depois por ser a América o único 'espaço branco' onde um negro pôde desejar e conquistar a Presidência da República, e de ser Cabo Verde, talvez, o único 'espaço negro' onde um branco poderia desejar e, eventualmente, alcançar o topo do Estado".
Coincidindo com a posse de Barack Obama, Terça-feira, em Cabo Verde, não poucos vão celebrar duas figuras que a história junta nesse dia - Amílcar Cabral, morto a 20 de Janeiro de 1973, e Barack Obama, novo Presidente dos Estados Unidos, que toma posse também no dia 20.
Um duplo simbolismo parece emergir nesta data cabo-verdiana, primeiro a da celebração de figuras que, cada uma em seu tempo, foram capazes de mobilizar esperanças e projectar sinais de um mundo melhor, depois por ser a América o único "espaço branco" onde um negro pôde desejar e conquistar a Presidência da República, e de ser Cabo Verde, talvez, o único "espaço negro" onde um branco poderia desejar e, eventualmente, alcançar o topo do Estado.
Acrescem outras ligações entre a América e Cabo Verde.
Amílcar Cabral é, nos Estados Unidos, uma figura de referência, profundamente estudada e considerada, sobretudo no plano das universidades, fazendo parte da galeria de notáveis do mundo, homens e mulheres que lutaram pela liberdade e pela democracia.
E os Estados Unidos eram, para Amílcar, uma espécie de estrela-guia do avanço africano para o futuro, e ele o disse, nas Nações Unidas, em 1972, quando sublinhou que "[Thomas] Jefferson, [Abraham] Lincoln e [Franklin] Roosevelt" eram não apenas "cidadãos imortais dos Estados Unidos", mas também "cidadãos imortais do mundo".
Haverá, portanto, uma ligação profunda, na próxima terça-feira, entre os Estados Unidos, terra de Obama, e Cabo Verde, terra natal de Amílcar Cabral, com o primeiro seguramente capaz de reproduzir, hoje, palavras de Amílcar, proferidas há 36 anos, quando, nos alvores do ano da sua morte, 1973, e dizendo que a hora era "de acção e não de palavras", quis respeitar a tradição, referindo-se à mudança de ano como o tempo "em que todos os seres humanos (…) que querem a paz, a liberdade e a felicidade para todos os homens, renovam as suas esperanças e certeza numa vida melhor para a humanidade, na dignidade, na independência e no progresso verdadeiro de todos os povos".
Amílcar Cabral foi, em África, um pouco do que Martin Luther King -o líder religioso galardoado em 1964 com o Prémio Nobel da Paz pela sua campanha a favor dos direitos cívicos da minoria negra - foi na América.
Ambos tiveram referências históricas, homens e mulheres capazes de resistir e de encorajar outros a marchar. E continuando a adaptar a bela metáfora americana projectada após a eleição de Obama, Amílcar e Luther King marcharam, sim, permitindo que outros pudessem correr. Agora, na corrida de Obama descobre-se que, a seguir, qualquer pessoa, de qualquer raça, credo ou origem social, pode voar, por enquanto talvez só na América, mas um dia, talvez, em todos os pontos do planeta.
DAVID BORGES
domenica 18 gennaio 2009
Chiquinho: tra Cabral e Obama
In collaborazione con Scritti d'Africa
venerdì 5 dicembre 2008
Il Premio
di Jorge Canifa Alves
Roma.
Giovedì 4 dicembre 2009
nell’ambito del PROGETTO CULTURALE ED ARTISTICO IN PREPARAZIONE DEL SINODO DEI VESCOVI PER L’AFRICA Roma 2009, nel corso del meeting MAKA DO PARALÍTICO Africa: Quale leadership per la pace, giustizia e lo sviluppo a 40 anni della Populorum Progressio tenutasi nella Sala stampa di Radio Vaticana, è stato presentato la quinta edizione del premio Amilcar Cabral. In serata presso il locale culturale “Drogheria delle Terre” è stato consegnato il suddetto premio a Mario Sa Gomes attivista della Guinea Bissau.
La presentazione del premio, nel corso della mattinata, ad opera della giornalista Maria de Lourdes Jesus, è avvenuta alla presenza dei relatori: Prof. Severino Elias Ngoenha; S.E.Mons. José Camnate na Bissign; Senatore Giulio Andreotti; Dott. Jean Léonard Touadi; Don Janvier Yameogo. L’argomento ha suscitato molto interesse e apprezzamento per questo premio che vuole dare ossigeno alla piccola grande Madre Africa. Mario Sa Gomes sorpreso dalla “Nomination” ha espresso comunque soddisfazione perché le idee di un grande leader come Amilcar Cabral continuano a vivere.
In serata, presso il locale capoverdiano “Drogheria delle terre”, davanti ad un pubblico entusiasta è stato consegnato il premio a Mario Sa Gomes. Diversi sono stati i commenti del pubblico presente soprattutto a sottolinea l’importanza di un premio così importante a uno come Mario Sa Gomes che deve fare i conti con la morte tutti i giorni. L’attivista e presidente dell’associazione guineense in difesa delle vittime di errori giudiziali, ha denunciato il governo e l'esercito per la complicità nel traffico di droga ed è stato costretto a nascondersi dopo che i soldati, avevano provato a raggiungerlo nella propria abitazione. Mario Sa Gomes vive da allora sotto continua minaccia di morte. Mario Sa Gomes (la cui storia si può paragonare in parte a quella di Roberto Saviano), vive sotto scorta, sotto la protezione dell’ONU, prima, e del Ministero degli Esteri dopo.
Il premio vuole incoraggiare l’opera del giovane attivista affinché si senta più forte nelle sue battaglie per il trionfo della pace e della giustizia.
Premio Amilcar Cabral
Associação cabo-verdiana em Itália distingue activista guineense Mário Sá Gomes 2008-12-04 18:20:54
Roma, 04 Dez (Inforpress) - O activista guineense dos Direitos Humanos Mário Sá Gomes é o vencedor do Prémio Amílcar Cabral, atribuído anualmente pela Associação cabo-verdiana Tabanka Onlus (Itália).
O anúncio foi feito hoje, pelo presidente da Associação, Jorge Canifa, no final de um encontro de três dias intitulado “África: cruz no meio do mar", que decorreu sala da Radio Vaticana em Roma, com vista a preparação do Sínodo africano, a ter lugar em na capital italiana em 2009.
O prémio, que vai ser entregue num encontro a lugar hoje à noite, no espaço cultural da associação Caboverdemania, foi instituído em Janeiro de 2005 e tem com o objectivo manter viva a memória de Amílcar Cabral e a afirmação do pensamento do fundador da nacionalidade cabo-verdiana.
A Tabanka Onlus é uma associação constituída, essencialmente, por jovens cabo-verdianos da segunda geração em Itália, e que se interessa, sobretudo, pela cooperação com Cabo Verde e promoção da cultura cabo-verdiana naquele país europeu.
O prémio Amílcar Cabral é conferido cada ano a personalidades e instituições que desempenharam um papel importante para a justiça, paz e para o desenvolvimento e pela boa imagem da África.
Maria de Lourdes Jesus
Inforpress/fim
Associazione Capoverdiana in Italia premia l'attivista della Guinea Mario Sà Gomes
2008-12-2008 18:20:54
Roma, 04 dic (infopress) - L'attivista guinense dei Diritti Umani Mario Sà Gomes ha vinto il premio Amilcar Cabral. Premio consegnato ogni anno dall'Associazione capoverdiana Tabanka Onlus (Italia)
La notizia di oggi è stata fatta dal presidente dell'associazione Jorge Canifa, alla fine di un tre giorni dal titolo:"Africa: croce nel mezzo del mare" che ha avuto luogo nella sala di Radio Vaticana a Roma, in vista della preparazione del Sinodo Africano che si terrà nella capitale italiana nel 2009.
Il premio che sarà consegnato questa sera nello spazio culturale Capoverdiano Cabovermania (via Ancona 13 - Roma), è stato istituito nel gennaio 2005 con l'obiettivo di mantenere viva la memoria di Amilcar Cabral e del pensiero del padre fondatore di Capo Verde come nazione.
Tabanka Onlus è una associazione formata, essenzialmente da giovani capoverdiani di seconda generazione in Italia, e che si interessa, soprattutto, di cooperazione con Capo Verde e promozione culturale nei paesi europei.
Il premio AMILCAR CABRAL viene conferito ogni anno a personalità e istituzioni che si impegnano per il trionfo della giustizia, pace e sviluppo e la creazione di una buona immagine dell'Africa.
di Maria de Lourdes Jesus
lunedì 1 dicembre 2008
Le scrittrici e gli scrittori migranti con le Biblioteche di Roma: esperienze di intercultura nelle scuole e nelle biblioteche.
Intervengono:
Cristina Ali Farah, Jorge Canifa Alves, Ingy Mubiayi, Igiaba Scego, Ribka Sibhatu. Coordina Gabriella Sanna.
Scrittori di prima e di seconda generazione, che per le loro opere, poesie, racconti, romanzi, hanno scelto la lingua italiana, racconteranno la loro esperienza con il progetto "Storie del mondo" delle Biblioteche di Roma, che ha promosso la lettura dei loro libri da parte di centinaia di studenti delle scuole superiori e gli incontri con le autrici e gli autori all'interno delle biblioteche. Incontri fecondi e appassionanti, visti con la lente di scrittori ormai maturi e portatori di più culture e più visioni del mondo.
Si alterneranno letture di brani delle loro opere.
Palazzo dei Congressi di Roma Eur
Metro B direzione Laurentina, fermata Eur Fermi.
Servizio bus navetta gratuito (A/R) ogni dieci minuti dalla fermata della metropolitana Eur Fermi
al Palazzo dei Congressi, dall'apertura della manifestazione alla chiusura.
Venerdì gratuito per gli studenti universitari.
Per informazioni sull'incontro:
Servizio Intercultura Biblioteche di Roma
tel. 06 45430264
www.romamultietnica.it
Cooperazione internazionale
Con la F.A.I (Fondo aiuti internazionali), Svizzera – ristrutturazione di 10 case per famiglie disagiate nella capitale capoverdiana, Praia. La realizzazione di questo progetto ha visto scendere in campo per la prima volta Tabanka onlus che ha potuto contare sul lavoro congiunto degli assessori del Comune di Praia. Le sinergie tra le parti ha portato alla realizzazione del progetto in meno di dodici mesi sotto la sorveglianza tecnica di un socio della onlus già presente sul territorio.
2006:
Con L’ISTITUTO DELLE COMUNITA’ a Capo Verde e il PROVINCIA DI ASCOLI PICENO - realizzazione di 2 progetti: laboratorio del cucito in S. TOME’ e PRINCIPE la costruzione di un pozzo d’acqua in Angola. I due progetti realizzati fuori da Capo Verde ha potuto contare comunque sull’aiuto di una struttura governativa capoverdiana come lo è l’ISTITUTO DELLE COMUNITA’ (IC) e sul Provincia di Ascoli Piceno. I due progetti sono stati indirizzati ad aree con un’alta percentuale di povertà e con una consistente presenza della diaspora capoverdiana.
2008:
Con la PROVINCIA DI VITERBO – realizzazione di 100 servizi sanitari per Praia. In un discorso di ammodernamento urbanistico, sociale e sanitario della Capitale, l’allora sindaco Filisberto Vieira chiedeva alle varie associazioni della diaspora un contributo economico da impiegarsi nelle varie famiglie con maggiori difficoltà economiche della capitale. Tabanka ha potuto contare sulla Provincia di Viterbo per la realizzazione del progetto.
