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venerdì 1 maggio 2009

Capo Verde Terra d'Amore

Tabanka onlus e Caboverdemania
presentano la conferenza stampa su
Capo Verde Terra d'amore
martedi 12 maggio alle ore 19.00
in via Ancona 13, Roma

Canzoni in lingua italiana di
CESARIA EVORA
cantate da lei stessa
e da grandi Interpreti nazionali ed internazionali.

Progetto musicale, culturale ed umanitario.

"Nella primavera del 2006 ero in vacanza a Capo Verde e - come sempre faccio - ho ‘saccheggiato’ negozi e bancarelle per procurarmi musica del posto, difficilmente rintracciabile in Europa. C'era un brano del 2000, che non avevo mai sentito prima. Non so perché ma l'ho immaginato cantato da Ornella Vanoni in italiano. Così ne ho fatto un libero adattamento e poi ho cercato Ornella per proporglielo. Due giorni dopo averle spedito una e-mail, squilla il cellulare alle 8:30 di mattina: 'Sono Ornella Vanoni, sono molto interessata alla canzone...'
Il brano era 'Buona Vita' ('Roda Vida' nel testo originale in creolo) di Teofilo Chantre. Da lì è nato tutto!"
(Alberto Zeppieri)


Capo Verde, terra d’amore

LE CANZONI E GLI INTERPRETI DEL VOLUME 1
Produzione Numar Un in collaborazione con Lusafrica – stampa e distribuzione Sony Music Italy

Titolo adattamento italiano (tra parentesi: Titolo Originale) - Interprete

1) CREPUSCOLARE SOLITUDINE (Crepuscular Solidão) - Cesaria Evora e Gianni Morandi

2) BUONA VITA (Roda Vida) - Ornella Vanoni e Teofilo Chantre

3) LA MIA PICCOLA CITTÀ (Petit Pays) - Bungaro

4) IL CIBO DELLA FESTA (Modje Trofel) - Giua

5) INCANTO (Encanto Di Cretcheu) - Eugenio Bennato e Teofilo Chantre

6) ASSENZA (Auséncia) - Patrizia Laquidara

7) CANTA, MIA AMATA CAPO VERDE (Canta Cabo Verde) - Teofilo Chantre

8) SEGRETI AL CHIAR DI LUNA (Segredo Na Luar) – Lucilla Galeazzi e Peppe Voltarelli

9) LINDA PEREZ MIMOSA (Eres Mimosa) - Antonella Ruggiero

10) SULL’AVENIDA MARGINAL (Avenida Marginal) - Mario Lavezzi e Antonino

11) QUESTO AMORE (Saia Travada) - Grazia Di Michele

NATO IN ITALIA

SONO UNA 2A GENERAZIONE,

NATO IN ITALIA,

FIGLIO DI IMMIGRATI:

CITTADINO ITALIANO? QUANDO E COME?

Se ne parlerà così a Roma, il prossimo 7 maggio alle ore 16,30 - SALA BERNINI, RESIDENZA DI RIPETTA, Via di Ripetta 231 - nella Tavola Rotonda organizzata dall’Osservatorio UGL sui fenomeni sociali e in collaborazione con la nostra associazione.

Per ottenere la Cittadinanza italiana devono infatti sottoporsi – al compimento del 18° anno di età – ad un iter burocratico lungo e complesso, che non sempre termina con esiti positivi per il richiedente, con conseguenti e inevitabili gravi problemi di inserimento sociale e di identità.

Sono tanti, sono infatti circa 530.000 i nostri concittadini che vivono tale disagio, e tale fenomeno è destinato a crescere in modo esponenziale nei prossimi anni; nel 1992 infatti sono stati solo seimila i ragazzi nati in Italia da genitori derivanti da altri paesi, mentre sono stati ben cinquantunomila quelli nati nel 2005. E’ una questione di civiltà; come nel resto di gran parte d’Europa, è ormai il caso di adottare anche in Italia il concetto giuridico dello “ius soli”, in sostituzione di quello superato dello “ius sanguinis”.

Programma completo su: associazione puntoeacapo

sabato 11 aprile 2009

Terremoto i abruzzo: i capoverdiani ci sono!

Terremoto i abruzzo: i capoverdiani ci sono!
"di Jorge Canifa Alves"

In data odierna si è tenuto, presso l'ambasciata del Capo Verde a Roma, l'incontro con i rappresentanti della comunità capoverdiana in Italia per organizzare una Campagna di aiuti in favore dell'Abruzzo, messa in ginocchio dal terribile terremoto dei giorni passati. L'ambasciatore di Capo Verde in Italia, Josè Eduardo Barbosa, ha aperto l'incontro illustrando il quadro critico che si presenta in questi giorni ai nostri occhi e mettendo l'accento sul fatto che debba essere immediata l'azione di soccorso da mettere in atto a sostegno della popolazione colpita dal sisma dei giorni precedenti. La situazione difficile dell'Italia centrale di questi giorni, vive di quella stessa criticità che l'arcipelago vive da secoli a causa delle catastrofi naturali: siccità e eruzioni vulcaniche. "Ma non è alla situazione della nostra terra natia che dobbiamo guardare, " afferma l'Ambasciatore "ma a quella della terra in cui noi attualmente viviamo, alla terra, alla nazione in cui noi oggi viviamo. Poichè noi oggi facciamo parte di questa nazione, dobbiamo essere molto solidali con lei che ci appartiene nel bene e nel male. Le istituzioni politiche capoverdiane hanno già espresso il loro dolore per questa drammatica situazione, al primo ministro italiano e al Presidente della Repubbli Giorgio Napolitano. Gli stessi organi di informazione hanno trattato con molto rispetto l'argometo. L'ambasciatore si è soffermato sulla questione: cosa possiamo fare noi residenti sul territorio, poichè se è vero che Capo Verde come stato non può fare niente, come esplicitamente richiesto dal capo del governo italiano, la situazione cambia per quanto riguarda noi che viviamo qui, e che per questo abbiamo il dovere morale e civile di cercare di poter aiutare queste persone! Questa sua affermazione trova tutti i rappresentanti delle varie associazioni d'accordo, in quanto alcuni si erano già attivati individualmente, ma si sente la necessità di operare come gruppo, come collettivo per poter sostenere con più efficacia queste popolazioni che in un solo attimo hanno perso tutto. Quindi è seguita una breve discussione sulla necessità di attivarsi il prima possibile, sensibilizzando la nostra gente attraverso i nostri organi di stampa, volantini, blog etc. etc.. I rappresentanti sono arrivati alla conclusione che sarebbe meglio non inviare generi alimentari o di primo soccorso, ma pensare ad un fondo economico da rimpinguare attraverso serate musicali, teatrali e quant'altro per devolvere poi in un'unica soluzione agli organi amministrativi del territorio. Il tempo che il gruppo si è dato per la raccolta è di un mese dopodichè si tratterà di contattare chi di dovere per la consegna dei beni raccolti. In ultimo l'attenzione è stata rivolta ai quattro capoverdiani che vivendo sul territorio terremotato vivono in diretta, in prima persona il dolore degli abruzzesi. La forza che unisce le persone nel bisogno e nel dolore va oltre ogni limite e confine e porta le genti a scoprire il lato umano di ciascuno di noi, quello stesso che spesso si perde in questa società moderna a causa dell'individualismo di ciascuno di noi. Ma è qui, in queste situazioni che l'uomo si scopre animale sociale che deve vivere nel collettivo; è qui che si scopre che l'unica cosa che conta è sorreggersi a vicenda per superare le avversità comuni. Quel poco che i capoverdiani potranno fare lo faranno con il cuore in mano, intanto il messaggio che lanciano ai fratelli italiani è quel motto che porta i figli dell'arcipelago a non mollare mai, ad andare avanti sempre anche nelle peggiori situazioni: "Coragem Irmãos", Forza Fratelli!

mercoledì 25 marzo 2009

Corsa con i rifugiati somali










ALLA MARATONA DI ROMA IN 120.000
MUORE UN QUARANTENNE DI PARMA
da www.leggo.it

La festa di sport si è tramutata in tragedia. Un atleta di 46 anni, M. F., dell'Atletica Manara di Parma, un'ora e mezza dopo aver terminato la maratona di Roma, è stato trovato privo di vita in via della Polveriera (Colle Oppio) mentre si accingeva a tornare in hotel. Purtroppo le manovre rianimatorie non sono servite a nulla. Nelle strade della Capitale è stata una festa: 120.000 le persone che hanno partecipato alla maratona sin dall'alba. Per lo più famiglie e turisti ma anche molti anziani e ragazzi hanno partecipato all'evento che, come ogni anno, si conferma come un appuntamento caro alla città. Tanto divertimento, solidarietà e voglia di mettersi alla prova; questi gli ingredienti che hanno caratterizzato questa edizione, la quindicesima.

Tra i partecipanti, anche dieci rifugiati somali: Haffan, Abubakr, il "Dieci" e Mohammed sono alcuni di loro che hanno corso con l'Associazione capoverdiana Tabanka onlus. I dieci maratoneti hanno corso per le strade della Capitale sia in difesa dei diritti di chi, come loro, è costretto ad abbandonare il proprio paese per il timore di subire persecuzioni per motivi legati all'etnia, alla religione, alle opinioni politiche, sia per testimoniare con la loro presenza i tanti colori e le tante realtà che vivono a Roma. In collaborazione con la scrittrice Igiaba Scego, il Centro Asinitas, l'associazione Nielety, il Café Cretcheu e Radio B.Leza (ogni domenica a partire dalle ore 14 su 88.9).

A tagliare il traguardo per primo
è stato il 30enne keniano Benjamin Kiptoo Kolum, con il tempo di 2h07'17'', diventato il nuovo record nazionale maschile. Al secondo e terzo posto della gara capitolina altri due atleti keniani, Paul Kiprop Kirui e Joseph Ngeny. Il britannico Richard Whitehead invece ha battuto il record mondiale per la categoria amputati maschile. Record che fino ad oggi non era sceso sotto le 3 ore e 14 minuti. Con 2 ore, 56 minuti e 45 secondi l'atleta si è dunque portato a casa il record mondiale.

Rassegna Stampa di Francesca Vitalini
www.leggo.it

foto di Giusy Muzzopappa

lunedì 23 marzo 2009

Quando un romanzo non appartiene ad un solo popolo

Il mondo di Chiquinho
di Igiaba Scego
da www.nigrizia.it

Ho assistito al matrimonio di un popolo con la sua letteratura. E ho scoperto un gran romanzo capoverdiano, immerso nella morabeza.
La domenica, da un po’ di tempo a questa parte, invece di oziare come un fantasma dentro casa, rigorosamente in ciabatte e sguardo afflitto (o, come alternativa, andare a qualche pranzone di quelli noiosi e pedanti), vado alle presentazioni di libri. In qualche modo, non mi allontano molto dal mio mondo: scrivo libri, leggo libri, recensisco libri, cerco libri, vado matta per i libri e temo (ormai ne ho la certezza) di essere una libri-dipendente.
Quindi, la domenica, invece di andare in crisi di astinenza, cerco la mia passione con una foga maggiore rispetto a quella che mi prende nei giorni feriali.
In una di queste scorribande domenicali, m’è capitato di conoscere Chiquinho. È un bambino-ragazzo. È furbo, ingenuo, riccio, nero. Ha tante storie nella testa e tanti sogni nel cuore. In lui ci sono anche confusione, rabbia e smarrimento. Ha occhi grandi e membra agili. Allo stesso tempo, però, mi sembra stanco e, anche se giovanissimo, un po’ vecchio. Cammina come uno zoppo, ma poi riesce a correre più veloce del vento.
Ci mostra mondi il piccolo Chiquinho, e in questi mondi ci sono fantasmi, sirene, eroi, cavalieri, primi amori, ultimi amori, la nascita di una coscienza e di una lotta. Ci mostra anche la fame e le contraddizioni, la vita e la morte. Il tutto, immerso in quella "quieta agitazione" che i capoverdiani chiamano morabeza. Sento la morna (un ritmo capoverdiano) accompagnare questo piccolo grande uomo, la morna che ci dà pace e sentimento.
Quello che mi colpisce di più è il modo di ridere di Chiquinho. Attraverso il suo riso, egli insegna. E, alla fine, ti fa piangere e ridere insieme. Se lo incontri, ti cambia la vita.
Naturalmente Chiquinho è un romanzo (Edizioni Lavoro, 2008). È il romanzo di una generazione, di un popolo, di un progetto, di un tragitto. Mi chiedo se l’autore, Baltasar Lopes, fosse pienamente consapevole di quello che stava creando. Anche i più fini scrittori non s’immaginano il futuro della propria opera.
Ma forse Baltasar l’aveva quantomeno intuita. Infatti, Chiquinho non è solo un personaggio, ma anche uno stile di vita, una storia che può essere quella di tutti.
Ero andata all’ambasciata brasiliana, dove si presentava questa opera della letteratura capoverdiana, senza aspettarmi nulla. Non conoscevo né l’autore né l’opera. Ero senza aspettative: solo curiosa. C’era la Capo Verde romana al gran completo a festeggiare l’uscita della traduzione italiana del libro. L’orgoglio di un’intera nazione, racchiuso negli occhi di donne e bambini.
Ho tanti amici capoverdiani e li ho visti schierati al gran completo. C’erano Maria De Lourdes Jesus, Dulce Araujo, Jorge Canifa Alves.
E poi c’erano tanti amici di Capo Verde: da Anna Fresu a Francesca Vitalini, passando dallo speaker filosofo di radio Vaticana, Filomeno Lopes, e il traduttore italiano, Vincenzo Branca, visibilmente emozionato. Tutti a festeggiare un libro.
L’atmosfera mi ha ricordato le feste aroos somale, quando la sposa è portata nella casa dello sposo. Il matrimonio che si festeggiava era quella di un popolo con la sua letteratura.
È stato bellissimo partecipare a un pomeriggio così letterario. Non mi capitava da tempo. Grazie, amici capoverdiani. Grazie di cuore.

venerdì 20 marzo 2009

Maratona di Roma

MARATONA ROMA, IN MARCIA PER «FUN RUN» ANCHE 10 RIFUGIATI SOMALI (OMNIROMA)
Roma, 20 mar zo
- Haffan, Abubakr, il «Dieci», Mohammed sono alcuni dei nomi dei 10 rifugiati provenienti dal Corno d'Africa che domenica 22 marzo parteciperanno insieme all'associazione capoverdiana Tabanka onlus alla Roma Fun Run, la storica gara non competitiva organizzata nella Maratona di Roma. I dieci, comunica l'organizzazione, correranno per le strade della capitale sia in difesa dei diritti di chi, come loro, - circa 38mila in Italia, secondo l'Unhcr, l'Agenzia dei Rifugiati delle Nazioni Unite - è costretto ad abbandonare il proprio paese nel timore di subire persecuzioni per motivi legati alla etnia, alla religione, alle opinioni politiche, sia per testimoniare con la loro presenza i tanti colori e le tante realtà che vivono a Roma. L'iniziativa panafricana nasce da un'idea dell'associazione Tabanka onlus, che ha provveduto a rendere possibile la partecipazione dei dieci, in collaborazione con la scrittrice Igiaba Scego, il Centro Asinitas, l'associazione Nielety, il Café Cretcheu e l'emittente capoverdiana Radio B.Leza. red 201226 mar 09.

nella foto: preparativi con Giusy Muzzopappa, Francesca Vitalini e Lucio

Ufficio Stampa di Tabanka onlus, Francesca Vitalini 3393390878

Rassegna stampa
www.corrieredellosport.it;
www.ilvelino.it;
www.runners.it;
www.podistidoc.it;
www.podisti.net

lunedì 9 marzo 2009

OUTSIDERS


OUTSIDERSOUTSIDERSOUTSIDERSOUTSIDERS
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6/7/8/9
GIU
GNO

biglietti già ac
quistabili presso

Teatro dell'ANGELO
via Simone de Saint Bon 19
(metro Ottaviano)
ROMA

OUTSIDERSOUTSIDERS

Spettacolo teatrale scritto, diretto e interpretato da giovani under 30, giovani capoverdiani di “seconda generazione”, i figli di immigrati nati in Italia o che sono giunti nel nostro paese in età prescolare, con loro anche alcuni giovani italiani che condividono con loro le difficoltà di questa società e la passione per il teatro. Alla difficoltà del vivere l’età adolescenziale, dove tutto è fonte di grande emozione e caos sentimentale, spesso si aggiunge una profonda difficoltà di integrazione culturale ed aspettative familiari che troppo spesso rappresentano il frutto di un stato di emarginazione ed un forte senso di rivalsa nei confronti della popolazione ospite. Questa è la nuova realtà italiana, dove il nuovo multiculturalismo nasconde ancora scenari di forte lontananza culturale.

OUTSIDERS opera del gruppo teatrale RAIZ-LONGE
Scritto da Jessica Costa Moreno e Francesco Talarico
regia Walter do Rosario
interpreti: Linda Evora; Oriana Sena; Corrado Ruffini; Dario di Teodoro; Jennifer Monteiro; Benny Hopffer Almada; Cateline Hopffer Almada.

Uno spettacolo che parla di integrazione, seconde generazioni, razzismo, società, immigrazione. Uno sguardo su una società che sta cambiando più in fretta di quanto possa sembrare, un grido di denuncia proiettato verso un futuro che si preavvisa sempre più pieno di odio e spaccature. Un'analisi a 360° su questa società italiana sempre più multietnica, ma mai così chiusa. Fresco, intenso, arrabbiato, giovane, con un cast d'eccezione: tutto questo è OUTSIDERS.

A show that talks about integration, second generation, racism, society, immigration. A look at a company that is changing faster than it seems, a cry of complaint projected towards a future that you notice more and more full of hatred and division. An analysis at 360 ° on the Italian society increasingly multiethnic, but never so close. Fresh, intense, angry, young, with an exceptional cast: this is all OUTSIDERS.

Un spectacle qui parle de intégration, la deuxième génération, de racisme, de la société, de immigration. Un regard sur une société qui évolue plus vite que ce quil semble, un cri de plainte projetée vers un avenir que vous remarquez de plus en plus rempli de haine et de division. Une analyse à 360 ° sur la société italienne de plus en plus multiethnique, mais jamais si proche. Frais, intense, en colère, les jeunes, avec un casting exceptionnel: tout cela est OUTSIDERS.

Um espetáculo que fala de integração de segunda geração, o racismo, a sociedade, a imigração. Um olhar sobre uma empresa que está a mudar mais rapidamente do que ao que parece, um grito de denúncia projetadas para um futuro que você observar mais e mais cheio de ódio e divisão. Uma análise a 360 ° sobre a sociedade italiana cada vez mais multiétnicas, mas nunca tão perto. Fresco, intenso, irritado, jovem, com um excepcional elenco: trata-se de OUTSIDERS.

Un espectáculo que habla de la integración, la segunda generación, el racismo, la sociedad, la inmigración. Una mirada a una empresa que está cambiando más rápido de lo que parece, un grito de denuncia proyectado hacia un futuro que usted observa cada vez más llena de odio y división. Un análisis a 360 ° sobre la cada vez más multiétnica de la sociedad italiana, pero nunca tan cerca. Fresco, intenso, enojado, joven, con un reparto excepcional: se trata de OUTSIDERS.

OUTSIDERS è un progetto di Tabanka onlus finanziato dall'Unione Europea Gioventù in Azione, e vede il patrocinio dell'Ambasciata del Capo Verde in Roma.

OUTSIDERSOUTSIDERS

domenica 1 marzo 2009

“OUTSIDERS

Progetto teatrale a cura

del gruppo teatralale

RAIZ LONGE

sabato 14 febbraio 2009

Maratona di Roma




Dopo l'appuntamento di ieri, anche questa sera 22 febbraio venderemo i biglietti della Maratona di Roma al

Cafè Cretcheu
(presso Drogheria delle Terre)
Via Ancona, 13

Ieri siete stati presenti, oggi vi vogliamo ancora più numerosi!!


Siete tutti invitati a partecipare alla maratona di Roma, il 22 Marzo a partire dalle 9.00 a Colosseo, unendovi alle insegne della vostra associazione preferita: TABANKA ONLUS! Aderite numerosi, creeremo un bel gruppo e porteremo in giro lo spirito di Tabanka!
Il biglietto per partecipare alla manifestazione ha un
costo di Euro 5

(comprende inoltre gadget della manifestazione e un simpatico omaggio Tabanka).

Per informazioni e acquisto biglietto, scrivete a:
francesca.vitalini@gmail.com

giusy.muzzopappa@gmail.com

o chiamate il numero cell. 3393390878


link Maratona di Roma

venerdì 13 febbraio 2009

The Capverdian migration in Italy

The following is the job of four students on Cape Verde's migration. We have considered useful to include on this blog this little snippet of a work that deserves to be read in its entirety:
Francisco João – Angola
Jairson Gomes – Cape Verde
Carlos Fernandes – Mozambique
Cecile Warore – Senegal

January, 2009

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ROMA “LA SAPIENZA”
FACOLTA’ DI SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE – DIPARTIMENTO DI SOCIOLOGIA E COMUNICAZIONE

LIVELIHOODS STRATEGIES AND MIGRATION: DYNAMICS OF INTEGRATION OF THE YOUNG CAPEVERDIAN IMMIGRANTS INTO THE LABOUR MARKET IN ROME CITY (1998 – 2008).

Historical Outline of the Capeverdian migration to Italy

Since the 1960, Europe has become the main destination of Cape Verdian migrants. The massive economic growth in post-war Europe and the concomitant need for labor attracted many Cape Verdians. The Capeverdian immigration to Italy has a particular set of characteristic that differentiates from other cape verdian migratory fluxes: it is predominately a feminine migration . According to Pojmann (2007), Cape Verdian immigration in Italy has its inception on the 60’s when the Capucino missionary Priest Gesualdo to returned to Italy after spending some years in Cape Verde, took to Rome some catholic girls choral group from the Parish of São Nicolau's Island . Besides the activities of the Parish of Rome, they started to fill domestic roles in the homes of healthy Italians and in those where more middle class women were beginning to enter the workforce. (Pujmann, 2007:31)

The second phase of migration to Italy begins in the 70’s. In this period the immigration did not depend on the Catholic Church, but was progressively made through t these first immigrants, who invited their sisters, cousins and friends (Monteiro, 1997, apud Gois, 2006:300). According to Gois, “A cadeia migratória começa, a partir desse momento, a estruturar-se num sistema de rede social de entre-ajuda, quase exclusivamente entre mulheres, sistema esse que permanece ainda hoje e permitiu o alimentar de uma corrente migratória ao longo de 4 décadas”. (Gois, 2006: 300).

According to Mrs. Maria of Lourdes Jesus,
“Secondo i dati ufficiali la nostra comunità attualmente è formata da circa 7000 individui, di cui l'83% è costituito da donne. Siamo presenti in tutte le Regioni italiane, con una predominanza nelle seguenti città: Roma, Napoli, Palermo, Milano, Firenze, Genova, Bari, Bologna, Ancona, Salerno e Torino. Negli anni '80 eravamo molti di più. Si parlava di 8/10 mila capoverdiani. Oggi siamo in meno: solo 6.300 persone. ”
However, Pedro Gois asserts that these statistical data are not precise, because does not count the illegal immigrants, and because there is a great number of Cap-Verdians who already have the Italian nationality, Portuguese nationality or even a third one. (Gois, 2006: 307).

On the other hand, in an interview we made with the Ambassador of Cape Verde in Italy, he said that, although does not exist official’s statistical data, the city of Rome has a number oscillating the 8.000 immigrants. In second place, Naples with 2.000, in third Cecília with 1.000, Milan almost welcomes 1.000 and finally Torino oscillating the 3 hundreds. In other hand, Gois affirms that one of his key informants in Cape Vert refers to a community of more that 20.000 in Italy (Gois, 2006: 307). One thing is real, the number of immigrants women, exceeds greatly the number of men, in the Italian context. According to Caritas (1997), the data shows that 85% of the Cape Verdian immigrants are female.

As we can see, there is a lack of detailed data and actualized among the several Cape Verdians institutions working in Rome; and that can pose a lot of implication for the control and decision-making programs on the immigrants. For instances, these institutions hardly will know the death of somebody, the nationality change, or even the dislocation to another country. As Pedro Gois pointed out, “apesar de antiga, pela invisibilidade social de muitas profissões desempenhadas, esta é uma imigração (quase) imperceptível a nível estatístico, isto é, os cabo-verdianos não surgem normalmente nem nas estatísticas provinciais em Itália e são praticamente ignorados no exterior de Itália ou de Cabo Verde” (Gois, 2006:294). We think that this lack of official and precise statistical data poses a lot of difficulties to manage good policies towards the improvement of the livelihoods of the migrants.

venerdì 23 gennaio 2009

Due Grandi Leader a Confronto

Amílcar Cabral e Barack Obama
19-01-09

da www.asemana.publ.cv


"Amílcar Cabral lembrado no aniversário da morte" é o titulo do artigo que o jornalista português David Borges, ontem dado à estampa no Diário de Notícias e que aqui republicamos com a devida vénia. Borges fala do "duplo simbolismo" do facto de o dia da posse de Barack Obama calhar no dia do 36o aniversário da morte do fundador do PAIGC. "Um duplo simbolismo parece emergir nesta data cabo-verdiana, primeiro a da celebração de figuras que, cada uma em seu tempo, foram capazes de mobilizar esperanças e projectar sinais de um mundo melhor, depois por ser a América o único 'espaço branco' onde um negro pôde desejar e conquistar a Presidência da República, e de ser Cabo Verde, talvez, o único 'espaço negro' onde um branco poderia desejar e, eventualmente, alcançar o topo do Estado".

Coincidindo com a posse de Barack Obama, Terça-feira, em Cabo Verde, não poucos vão celebrar duas figuras que a história junta nesse dia - Amílcar Cabral, morto a 20 de Janeiro de 1973, e Barack Obama, novo Presidente dos Estados Unidos, que toma posse também no dia 20.
Um duplo simbolismo parece emergir nesta data cabo-verdiana, primeiro a da celebração de figuras que, cada uma em seu tempo, foram capazes de mobilizar esperanças e projectar sinais de um mundo melhor, depois por ser a América o único "espaço branco" onde um negro pôde desejar e conquistar a Presidência da República, e de ser Cabo Verde, talvez, o único "espaço negro" onde um branco poderia desejar e, eventualmente, alcançar o topo do Estado.
Acrescem outras ligações entre a América e Cabo Verde.
Amílcar Cabral é, nos Estados Unidos, uma figura de referência, profundamente estudada e considerada, sobretudo no plano das universidades, fazendo parte da galeria de notáveis do mundo, homens e mulheres que lutaram pela liberdade e pela democracia.
E os Estados Unidos eram, para Amílcar, uma espécie de estrela-guia do avanço africano para o futuro, e ele o disse, nas Nações Unidas, em 1972, quando sublinhou que "[Thomas] Jefferson, [Abraham] Lincoln e [Franklin] Roosevelt" eram não apenas "cidadãos imortais dos Estados Unidos", mas também "cidadãos imortais do mundo".
Haverá, portanto, uma ligação profunda, na próxima terça-feira, entre os Estados Unidos, terra de Obama, e Cabo Verde, terra natal de Amílcar Cabral, com o primeiro seguramente capaz de reproduzir, hoje, palavras de Amílcar, proferidas há 36 anos, quando, nos alvores do ano da sua morte, 1973, e dizendo que a hora era "de acção e não de palavras", quis respeitar a tradição, referindo-se à mudança de ano como o tempo "em que todos os seres humanos (…) que querem a paz, a liberdade e a felicidade para todos os homens, renovam as suas esperanças e certeza numa vida melhor para a humanidade, na dignidade, na independência e no progresso verdadeiro de todos os povos".
Amílcar Cabral foi, em África, um pouco do que Martin Luther King -o líder religioso
galardoado em 1964 com o Prémio Nobel da Paz pela sua campanha a favor dos direitos cívicos da minoria negra - foi na América.
Ambos tiveram referências históricas, homens e mulheres capazes de resistir e de encorajar outros a marchar. E continuando a adaptar a bela metáfora americana projectada após a eleição de Obama, Amílcar e Luther King marcharam, sim, permitindo que outros pudessem correr. Agora, na corrida de Obama descobre-se que, a seguir, qualquer pessoa, de qualquer raça, credo ou origem social, pode voar, por enquanto talvez só na América, mas um dia, talvez, em todos os pontos do planeta.
DAVID BORGES

domenica 18 gennaio 2009

Chiquinho: tra Cabral e Obama

Il 20 gennaio, alle ore 18.30, in Via Ancona 13, (Porta Pia)

l'Associazione Tabanka onlus commemora Amilcar Cabral e celebra con un brindisi l'ingresso di Barak Obama alla Casa Bianca... Interverranno sua Eccellenza l'Ambasciatore di Capo Verde in Italia Edoardo Josè Barbosa, la cantante Josette Martial, la Cantante Irondina, la scrittrice Igiaba Scego e molti illustri personaggi del mondo della cultura...

In collaborazione con Scritti d'Africa
Il primo febbraio alle ore 16.00 presso l'ambasciata brasiliana a Piazza Navona ci sarà la presentazione del tema del: V Congresso della Diaspora Capoverdiana "A cultura como factor da identidade Nacional e desenvolvimento de Cabo Verde"

Alle ore 17.00 presentazione del libro " Chiquinho" di Baltazar Lopes da Silva. Baltazar è il padre della letteratura capoverdiana che finalmente si potrà leggere in italiano grazie alla traduzione di Enzo Barca.
Presente il traduttore Enzo Barca e vari esperti di letteratura capoverdiana.

venerdì 5 dicembre 2008

Il Premio

Premio Amilcar Cabral
di Jorge Canifa Alves

Roma.
Giovedì 4 dicembre 2009
nell’ambito del PROGETTO CULTURALE ED ARTISTICO IN PREPARAZIONE DEL SINODO DEI VESCOVI PER L’AFRICA Roma 2009, nel corso del meeting MAKA DO PARALÍTICO Africa: Quale leadership per la pace, giustizia e lo sviluppo a 40 anni della Populorum Progressio tenutasi nella Sala stampa di Radio Vaticana, è stato presentato la quinta edizione del premio Amilcar Cabral. In serata presso il locale culturale “Drogheria delle Terre” è stato consegnato il suddetto premio a Mario Sa Gomes attivista della Guinea Bissau.


La presentazione del premio, nel corso della mattinata, ad opera della giornalista Maria de Lourdes Jesus, è avvenuta alla presenza dei relatori: Prof. Severino Elias Ngoenha; S.E.Mons. José Camnate na Bissign; Senatore Giulio Andreotti; Dott. Jean Léonard Touadi; Don Janvier Yameogo. L’argomento ha suscitato molto interesse e apprezzamento per questo premio che vuole dare ossigeno alla piccola grande Madre Africa. Mario Sa Gomes sorpreso dalla “Nomination” ha espresso comunque soddisfazione perché le idee di un grande leader come Amilcar Cabral continuano a vivere.

In serata, presso il locale capoverdiano “Drogheria delle terre”, davanti ad un pubblico entusiasta è stato consegnato il premio a Mario Sa Gomes. Diversi sono stati i commenti del pubblico presente soprattutto a sottolinea l’importanza di un premio così importante a uno come Mario Sa Gomes che deve fare i conti con la morte tutti i giorni. L’attivista e presidente dell’associazione guineense in difesa delle vittime di errori giudiziali, ha denunciato il governo e l'esercito per la complicità nel traffico di droga ed è stato costretto a nascondersi dopo che i soldati, avevano provato a raggiungerlo nella propria abitazione. Mario Sa Gomes vive da allora sotto continua minaccia di morte. Mario Sa Gomes (la cui storia si può paragonare in parte a quella di Roberto Saviano), vive sotto scorta, sotto la protezione dell’ONU, prima, e del Ministero degli Esteri dopo.

Il premio vuole incoraggiare l’opera del giovane attivista affinché si senta più forte nelle sue battaglie per il trionfo della pace e della giustizia.

Premio Amilcar Cabral

Associação cabo-verdiana em Itália distingue activista guineense Mário Sá Gomes
2008-12-04 18:20:54

Roma, 04 Dez (Inforpress) - O activista guineense dos Direitos Humanos Mário Sá Gomes é o vencedor do Prémio Amílcar Cabral, atribuído anualmente pela Associação cabo-verdiana Tabanka Onlus (Itália).

O anúncio foi feito hoje, pelo presidente da Associação, Jorge Canifa, no final de um encontro de três dias intitulado “África: cruz no meio do mar", que decorreu sala da Radio Vaticana em Roma, com vista a preparação do Sínodo africano, a ter lugar em na capital italiana em 2009.

O prémio, que vai ser entregue num encontro a lugar hoje à noite, no espaço cultural da associação Caboverdemania, foi instituído em Janeiro de 2005 e tem com o objectivo manter viva a memória de Amílcar Cabral e a afirmação do pensamento do fundador da nacionalidade cabo-verdiana.

A Tabanka Onlus é uma associação constituída, essencialmente, por jovens cabo-verdianos da segunda geração em Itália, e que se interessa, sobretudo, pela cooperação com Cabo Verde e promoção da cultura cabo-verdiana naquele país europeu.

O prémio Amílcar Cabral é conferido cada ano a personalidades e instituições que desempenharam um papel importante para a justiça, paz e para o desenvolvimento e pela boa imagem da África.

Maria de Lourdes Jesus

Inforpress/fim

Associazione Capoverdiana in Italia premia l'attivista della Guinea Mario Sà Gomes
2008-12-2008 18:20:54

Roma, 04 dic (infopress) - L'attivista guinense dei Diritti Umani Mario Sà Gomes ha vinto il premio Amilcar Cabral. Premio consegnato ogni anno dall'Associazione capoverdiana Tabanka Onlus (Italia)

La notizia di oggi è stata fatta dal presidente dell'associazione Jorge Canifa, alla fine di un tre giorni dal titolo:"Africa: croce nel mezzo del mare" che ha avuto luogo nella sala di Radio Vaticana a Roma, in vista della preparazione del Sinodo Africano che si terrà nella capitale italiana nel 2009.

Il premio che sarà consegnato questa sera nello spazio culturale Capoverdiano Cabovermania (via Ancona 13 - Roma), è stato istituito nel gennaio 2005 con l'obiettivo di mantenere viva la memoria di Amilcar Cabral e del pensiero del padre fondatore di Capo Verde come nazione.

Tabanka Onlus è una associazione formata, essenzialmente da giovani capoverdiani di seconda generazione in Italia, e che si interessa, soprattutto, di cooperazione con Capo Verde e promozione culturale nei paesi europei.

Il premio AMILCAR CABRAL viene conferito ogni anno a personalità e istituzioni che si impegnano per il trionfo della giustizia, pace e sviluppo e la creazione di una buona immagine dell'Africa.

di Maria de Lourdes Jesus






lunedì 1 dicembre 2008

Nell'ambito della Fiera della piccola e media editoria Più libri più liberi, venerdì 5 dicembre, alle ore 12, presso la Sala Ametista, si svolgerà l'incontro:

Le scrittrici e gli scrittori migranti con le Biblioteche di Roma: esperienze di intercultura nelle scuole e nelle biblioteche.

Intervengono:

Cristina Ali Farah, Jorge Canifa Alves, Ingy Mubiayi, Igiaba Scego, Ribka Sibhatu. Coordina Gabriella Sanna.


Scrittori di prima e di seconda generazione, che per le loro opere, poesie, racconti, romanzi, hanno scelto la lingua italiana, racconteranno la loro esperienza con il progetto "Storie del mondo" delle Biblioteche di Roma, che ha promosso la lettura dei loro libri da parte di centinaia di studenti delle scuole superiori e gli incontri con le autrici e gli autori all'interno delle biblioteche. Incontri fecondi e appassionanti, visti con la lente di scrittori ormai maturi e portatori di più culture e più visioni del mondo.
Si alterneranno letture di brani delle loro opere.

Palazzo dei Congressi di Roma Eur
Metro B direzione Laurentina, fermata Eur Fermi.
Servizio bus navetta gratuito (A/R) ogni dieci minuti dalla fermata della metropolitana Eur Fermi
al Palazzo dei Congressi, dall'apertura della manifestazione alla chiusura.
Venerdì gratuito per gli studenti universitari.

Per informazioni sull'incontro:
Servizio Intercultura Biblioteche di Roma
tel. 06 45430264
www.romamultietnica.it

sabato 15 novembre 2008

E se Obama fosse africano?

Traduzione di Anna Fresu

E se Obama fosse africano?
di Mia Couto (scrittore mozambicano)

Articolo pubblicato sul settimanale “Savana”, il 14 novembre 2008

Gli afric
ani si sono esaltati per la vittoria di Obama. Io sono stato uno di loro. Dopo una notte in bianco, nell’irrealtà della penombra dell’alba, mi scorrevano le lacrime quando lui ha pronunciato il discorso da vincitore. In quel momento, anch’io ero un vincitore. La stessa felicità mi aveva attraversato quando Nelson Mandela era stato liberato e il nuovo statista sudafricano intraprendeva un cammino di dignificazione dell’Africa. Nella notte del 5 novembre, il nuovo presidente nordamericano non era soltanto un uomo che parlava. Era la voce soffocata della speranza che si rialzava, liberata, dentro di noi. Il mio cuore aveva votato, anche senza permesso: abituato a chiedere poco, io festeggiavo una vittoria smisurata. Uscendo per strada, la mia città si era trasferita a Chicago, neri e bianchi respirando, nella comunione di una stessa sorpresa felice. Perché la vittoria di Obama non è stata quella di una razza sull’altra: senza la partecipazione massiccia degli americani di tutte le razze (inclusa quella di maggioranza bianca) gli Stati Uniti d’America non ci avrebbero dato motivo per festeggiare... Clicca sul logo per continuare la lettura--->

sabato 8 novembre 2008

Yes We Can!!










YES WE CAN!!!!
di Maria de Lourdes Jesus



Per me, l'elezione di Obama Barak come presidente degli Stati Uniti e' stata un riscatto di dimensione planetaria, senza precedenti nella storia martoriata degli afroamericani e dell' Africa, prima ancora che del mondo intero. I have a dream: that one day this nation will rise up and live out the true meaning of its creed: "We hold these truths to be self-evident, that all men are created equal" .diceva il profeta, Martin Luther King, e quel giorno è arrivato il 4 novembre 2008 con l'elezione dell'uomo che incarna i nostri migliori sentimenti, tutte le nostre battaglie, le nostre speranze ed i nostri sogni, che oggi vediamo realizzati attraverso la presenza dell'intera famiglia Obama alla Casa Bianca. Che Dio lo protega e che sopratutto lo aiuti a mantenere sempre viva la sua intelligenza, a mantenere sempre saldo il suo cuore, a mantenere sempre determinata la sua volontà, la sua grande convinzione che si tè tradotta nella frase "yes we can", invidiato da tutti e soprattutto da Berlusconi.

Yes we can


MONANGAMBA

Naquela roça grande não tem chuva

É o suor do meu rosto que rega as plantações;


Naquela roça grande tem café maduro

e aquele vermelho-cereja

são gotas do meu sangue feitas seiva.

O café vai ser torrado,

pisado, torturado,

vai ficar negro, negro da cor do contratado


Negro da cor do contratado!


Perguntem às aves que cantam,

aos regatos de alegre serpentear

e ao vento forte do sertão:


Quem se levanta cedo? quem vai à tonga?

Quem traz pela estrada longa

a tipóia ou o cacho de dendém?

Quem capina e em paga recebe desdém

fuba podre, peixe podre,

panos ruins, cinquenta angolares

"porrada se refilares"?


Quem?


Quem faz o milho crescer

e os laranjais florescer

— Quem?


Quem dá dinheiro para o patrão comprar

máquinas, carros, senhoras

e cabeças de pretos para os motores?


Quem faz o branco prosperar,

ter barriga grande - ter dinheiro?

Quem?


E as aves que cantam,

os regatos de alegre serpentear

e o vento forte do sertão

responderão:


"Monangambééé..."


Ah! Deixem-me ao menos subir às palmeiras

Deixem-me beber marufo, marufo

e esquecer diluído nas minhas bebedeiras


"Monangambééé..."


António Jacinto [Golungo Alto, 1924- Luanda,1991], Poemas,

Casa dos Estudantes do Império, Lisboa, 1961

Monangamba – carregador, criado; 
tonga – horta, quintal; 
dedem – fruto de palmeira; 
fuba – farinha da raiz de mandioca;
marufo – vinho da palmeira.

crediamo in un mondo migliore

Cooperazione internazionale

2005-2006:

Con la F.A.I (Fondo aiuti internazionali), Svizzera – ristrutturazione di 10 case per famiglie disagiate nella capitale capoverdiana, Praia. La realizzazione di questo progetto ha visto scendere in campo per la prima volta Tabanka onlus che ha potuto contare sul lavoro congiunto degli assessori del Comune di Praia. Le sinergie tra le parti ha portato alla realizzazione del progetto in meno di dodici mesi sotto la sorveglianza tecnica di un socio della onlus già presente sul territorio.

2006:

Con L’ISTITUTO DELLE COMUNITA’ a Capo Verde e il PROVINCIA DI ASCOLI PICENO - realizzazione di 2 progetti: laboratorio del cucito in S. TOME’ e PRINCIPE la costruzione di un pozzo d’acqua in Angola. I due progetti realizzati fuori da Capo Verde ha potuto contare comunque sull’aiuto di una struttura governativa capoverdiana come lo è l’ISTITUTO DELLE COMUNITA’ (IC) e sul Provincia di Ascoli Piceno. I due progetti sono stati indirizzati ad aree con un’alta percentuale di povertà e con una consistente presenza della diaspora capoverdiana.

2008:

Con la PROVINCIA DI VITERBO – realizzazione di 100 servizi sanitari per Praia. In un discorso di ammodernamento urbanistico, sociale e sanitario della Capitale, l’allora sindaco Filisberto Vieira chiedeva alle varie associazioni della diaspora un contributo economico da impiegarsi nelle varie famiglie con maggiori difficoltà economiche della capitale. Tabanka ha potuto contare sulla Provincia di Viterbo per la realizzazione del progetto.

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